Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Franco Valente e il Molise: riflessioni sulla cultura, la storia e il silenzio

  Di Mario Garofalo  Il Molise rappresenta un caso esemplare di ciò che accade quando la società sceglie la quiete del consenso, quando l’egemonia culturale si manifesta attraverso il silenzio, trasformando l’inconsistenza in normalità. Le persone sono belle, generose, e la loro energia trova pochi strumenti per svilupparsi e poche occasioni per misurarsi con la parola e con la ragione altrui. Franco Valente descrive con lucidità questa desolazione culturale come effetto di processi storici e politici concreti, dove l’assenza di dibattito rafforza l’arretratezza culturale. Chi possiede talento parte, chi costruisce dialogo e confronto cerca altrove opportunità di crescita. I giovani guardano oltre confini geografici e mentali; gli anziani scompaiono; gli studiosi rimasti restano isolati, con le loro capacità pronte a incidere sul tessuto sociale. I pochi che tentano di emergere affrontano resistenze strutturate, baronìe ridotte ed impermeabili, sistemi che accettano ciò che co...

Filomena e la storia che volle disobbedire

  Scrivo queste righe da cittadino che interroga la storia come si interroga una coscienza inquieta. Ogni nazione nasce due volte: una nei fatti, l’altra nel racconto che decide di fare di quei fatti. L’Italia, nel suo divenire unitario, ha scelto troppo spesso una narrazione rassicurante, lineare, pedagogica. La storia reale, quella vissuta dalle classi subalterne, procede invece per strappi, ferite, contraddizioni. Il libro di Valentino Romano dedicato a Filomena – donna del Sud, donna del popolo, donna armata e poi semplicemente donna – si colloca esattamente in questa frattura. Filomena sfugge all’eroina da monumento come alla criminale da archivio giudiziario. Si presenta piuttosto come figura storica nel senso più profondo: punto di condensazione di forze sociali, conflitti irrisolti, violenze strutturali che il nuovo Stato nazionale seppe difficilmente, e spesso volutamente, comprendere. Attorno al suo nome si addensarono paura e desiderio, mito e demonizzazione. Questo acca...

Il fascismo come rivelatore della questione meridionale

  Di Mario Garofalo  Pensare il Mezzogiorno significa anzitutto sottrarlo a quelle narrazioni che lo rappresentano come residuo, come eccezione, come ritardo naturale rispetto a un presunto sviluppo normale della nazione. Una simile rappresentazione è significativa e ingannevole: essa traduce un rapporto storico e politico in una condizione quasi antropologica, sottraendolo così alla critica. Per comprendere realmente la questione meridionale, conviene partire dalle origini mitizzate dello Stato unitario, da uno dei momenti in cui il suo carattere di classe emerge con maggiore nettezza: il fascismo e la sua fine. Il regime costituisce una frattura assoluta, perché concentra e rende visibili processi che nella storia italiana operano spesso in modo frammentario, molecolare, difficilmente riconoscibile. Il fascismo nasce contro lo Stato liberale, a causa della sua incapacità di costruire una vera egemonia. Dove la direzione intellettuale e morale sulle masse è debole o inesisten...

La questione della terra e la condizione del contadino povero

Di Mario Garofalo  Alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, in Italia, la questione agraria rappresentava uno dei nodi più complessi della vita politica e sociale. Nelle campagne, soprattutto nel Mezzogiorno, gran parte della popolazione contadina viveva in condizioni di estrema miseria: piccole proprietà insufficienti, latifondi incolti o mal coltivati, mancanza di strumenti, credito e infrastrutture. In questo contesto, l’illusione della “terra facile” – quella che si poteva occupare e lavorare senza mediazioni – assumeva un significato particolare. Molti contadini poveri speravano di conquistare autonomia occupando un terreno, mentre in realtà si scontravano con un sistema sociale ed economico che li lasciava soli, privi di mezzi, esposti a malattie e usura. È da questa realtà concreta che nascono le tensioni tra ribellione immediata e costruzione di una coscienza politica collettiva. Solo distinguendo un gesto impulsivo da una trasformazione storica si può capire perché l’...

Il brigantaggio fu guerra di classe

  La storia scritta dai vincitori chiama brigantaggio ciò che in realtà fu una guerra contadina. Lo Stato unitario, nato senza il popolo e contro il popolo, ebbe fin dall’inizio bisogno di costruire una leggenda nera per giustificare la propria violenza. In questo modo i contadini armati divennero “banditi”, la rivolta sociale si trasformò in “criminalità”, la guerra civile venne ridotta a questione di ordine pubblico. Chi erano questi briganti? Erano contadini senza terra, pastori espulsi dai demani, ex soldati rispediti alla miseria, uomini ai quali l’Unità tolse tutto senza offrire compensazione. Per loro il nuovo Stato significò tasse, leva obbligatoria, repressione. Il potere mutò nome, mentre la sostanza rimase identica. Si afferma che combattessero per i Borbone. Questa lettura risulta parziale e ideologica. Il nome dei Borbone funzionò come bandiera sostitutiva, poiché mancava una direzione politica autonoma. Le masse subalterne disponevano soltanto di una protesta immediat...

Il riconoscimento di Feltri e il disorientamento culturale del Sud

                                           Il riconoscimento di Feltri e il disorientamento culturale del Sud Il conferimento del cosiddetto  “Premio Fierezza Sannitica”  a Vittorio Feltri costituisce un episodio che merita un’analisi attenta, poiché rappresenta un indicatore della condizione culturale e politica del Mezzogiorno. Feltri ha da sempre costruito la propria notorietà attraverso una narrazione che riduce il Sud a luogo di arretratezza e inerzia. Il riconoscimento a lui attribuito, legittimamente, implica una visione negativa delle comunità meridionali, sminuendo la capacità del Sud di agire come soggetto storico e culturale. La  fierezza  di un popolo si esprime nell’affermare la propria identità attraverso il lavoro, la resistenza e la costruzione sociale e culturale. Conferire premi a chi riduce la memoria storica del Sud a stereotipi rafforza u...

Tra violenza statale e resistenza subalterna: la masseria di San Chirico nel Mezzogiorno postunitario

di Mario Garofalo Abstract La vicenda della masseria di San Chirico, nel mezzogiorno postunitario, rappresenta un episodio paradigmatico di resistenza delle classi subalterne contro le imposizioni dello Stato unitario. Guidati da Cioffi, gli insorti contadini opposero alla forza militare una difesa fondata sia sull’azione armata sia su codici morali, memoria storica e solidarietà comunitaria. Il tradimento di Lupariello e la successiva repressione statale, con l’esposizione dei cadaveri degli insorti, evidenziano il tentativo dello Stato di costruire egemonia attraverso il terrore. Tuttavia, la comunità contadina mantenne strumenti di autonomia culturale e simbolica. La vicenda illumina le tensioni tra imposizioni dall’alto e soggettività popolare, configurandosi come conflitto militare, sociale e culturale nel Mezzogiorno postunitario. Nel Mezzogiorno immediatamente successivo all’unificazione nazionale, la vicenda della masseria di San Chirico, presso Episcopio di Sarno, si collo...

Il Sud Spremuto: Biglietti da Rapina per Tornare a Casa a Natale

Di Mario Garofalo  Il Sud italiano appare ancora oggi come terra conquistata dai poteri economici e politici. Ogni anno, le festività richiamano i figli lontani verso le proprie famiglie, mentre le compagnie di trasporto elevano i prezzi dei biglietti a livelli scandalosi. Le tariffe astronomiche colpiscono i cittadini meridionali, trasformando il desiderio di tornare a casa in una prova di resistenza economica. Chi decide di partire per mete europee paga cifre contenute, mentre il viaggio verso la propria terra assume il volto di vessazione. Questo squilibrio manifesta chiaramente il ruolo del Sud come colonia interna, spremuta per interessi privati ​​e per la crescita delle lobby. Il governo e le istituzioni intervengono con parole vuote, rassicurazioni inefficaci e promesse che evaporano davanti all'evidenza dei fatti. La politica dello Stato unitario continua a costruire legittimità sulla subordinazione dei meridionali, perpetuando disuguaglianze e strutture gerarchiche. Le dic...

Crani, Ordine e Potere: La Pseudoscienza di Cesare Lombroso

  Di Mario Garofalo  Vi fu un periodo, non troppo lontano dai giorni dell’Italia post-unitaria, in cui una parte dell’intellettualità moderna si illuse di poter sostituire la riflessione storica con il rigore apparente dei dati fisici. In quegli anni, le misurazioni millimetriche delle forme craniche e la catalogazione delle presunte “anomalie” corporee furono elevate a metodo di comprensione della società. In questa illusione scientista trovò terreno fertile la dottrina di Cesare Lombroso, che pretendeva di leggere nell’ossatura dell’uomo la sua essenza morale e politica. Le società si comprendevano attraverso i rapporti che le strutturavano, attraverso la palpazione dei crani non si coglieva la loro struttura reale. Coloro che ritenevano di poter rintracciare nel profilo del volto o nella conformazione mandibolare una predisposizione innata al disordine rifiutarono di riconoscere che l’ordine stesso era il prodotto di processi storici, di conflitti, di trasformazioni economi...