Passa ai contenuti principali

Il brigantaggio fu guerra di classe

 




La storia scritta dai vincitori chiama brigantaggio ciò che in realtà fu una guerra contadina. Lo Stato unitario, nato senza il popolo e contro il popolo, ebbe fin dall’inizio bisogno di costruire una leggenda nera per giustificare la propria violenza. In questo modo i contadini armati divennero “banditi”, la rivolta sociale si trasformò in “criminalità”, la guerra civile venne ridotta a questione di ordine pubblico.

Chi erano questi briganti? Erano contadini senza terra, pastori espulsi dai demani, ex soldati rispediti alla miseria, uomini ai quali l’Unità tolse tutto senza offrire compensazione. Per loro il nuovo Stato significò tasse, leva obbligatoria, repressione. Il potere mutò nome, mentre la sostanza rimase identica.

Si afferma che combattessero per i Borbone. Questa lettura risulta parziale e ideologica. Il nome dei Borbone funzionò come bandiera sostitutiva, poiché mancava una direzione politica autonoma. Le masse subalterne disponevano soltanto di una protesta immediata, priva di organizzazione e di linguaggio nazionale. La loro collera venne così catturata e tradotta in simboli estranei. Fame, miseria e odio verso i gabellotti appartenevano alla struttura sociale, non a una dinastia.

Quando le fonti parlano di “rovesciamento del governo”, indicano il potere reale delle campagne. il latifondo, la rendita, la violenza quotidiana esercitata in nome della legge. Per il contadino Stato e classe dominante coincidono, perché nella vita concreta agiscono come un’unica forza.

L’Unità d’Italia fu una rivoluzione passiva, costruita come accordo tra élite. La terra rimase intatta, il latifondo sopravvisse, le masse restarono disorganizzate. Lo Stato pretese obbedienza senza costruire consenso. In assenza di egemonia, il potere si affidò all’esercito. Il Mezzogiorno venne trattato come territorio occupato, il brigantaggio represso come insurrezione coloniale.

Il limite del brigantaggio risiede nella sua solitudine politica. Fu ribellione priva di partito, guerra priva di strategia, collera giusta priva di direzione. Le classi subalterne combatterono senza possibilità di dirigere. La sconfitta derivò da questa condizione, non da una presunta illegittimità della lotta. La questione contadina rimase irrisolta, e con essa la questione nazionale.

Chi condanna il brigantaggio difende l’idea dell’ordine sociale come valore assoluto. In questo modo legittima ogni repressione dei dominati. La storia, però, funziona come campo di battaglia, non come tribunale morale. In quel campo i briganti occupano il lato degli oppressi.

La lezione resta attuale: senza organizzazione, coscienza e alleanza tra operai e contadini, ogni rivolta viene schiacciata o assorbita. La sconfitta storica non cancella la verità politica. Il brigantaggio fu protesta contro uno Stato incapace di farsi nazione.


Commenti

Post popolari in questo blog

Il 17 ottobre 1860, il popolo del Sannio disse “no” all’Italia che nasceva

La storia che non si insegna di Mario Garofalo Succede, ogni tanto, che la storia vera affiori. Quella sporca, disordinata, che non entra nei libri di scuola. Succede, ma non deve. Perché dà fastidio. E allora la si ricopre di polvere, di silenzio, di bugie. Ma la verità, anche se la seppellisci, ha radici grosse: prima o poi spacca la terra. Ottobre 1860: il Sud che non aspettava nessuno Siamo nel 1860, a ottobre, nelle terre alte del Sannio: Pettorano, Carpinone, Isernia. Paesi senza teatro dell'opera, ma con una dignità che fa tremare le montagne. I garibaldini ci arrivano baldanzosi, convinti di essere accolti come liberatori. Avevano letto i giornali, credevano ai proclami. Pensavano che il Sud aspettasse Garibaldi come il Messia. Ma il Sud non aspetta nessuno. E quel giorno lo disse a voce alta. Non ci fu la folla in festa. Non ci furono inni. Non c'era pane e sale, ma sassi e proiettili. Chi erano davvero i “briganti”? Francesco Nullo — nome da piazza, da statu...

Il brigante come soggetto subalterno: genealogia di una insorgenza contadina e critica della nazione

Di Mario Garofalo  "Quando gli ultimi si muovono, talvolta lo fanno per riformare l'ordine: spesso tentano, con la sola forza che hanno, di rovesciarlo". Nel discorso storico dominante sulla formazione dello Stato italiano, il Mezzogiorno appare spesso come una zavorra, un'appendice refrattaria al progresso, oppure come terreno di devianza e arretratezza. All'interno di questa narrazione coloniale, il fenomeno del brigantaggio è stato archiviato nella categoria rassicurante e criminalizzante del “disordine”. Eppure, nella polvere sollevata dai passi dei contadini armati si coglie qualcosa di diverso rispetto al semplice eco del caos: emerge il profilo frammentario e radicale di una soggettività subalternativa che insorge. Il brigante appare tutt'altro che un'anomalia nel racconto nazionale, costituendo piuttosto il suo specchio deformante: rivela la violenza originaria della modernità unificatrice, costruita attraverso espropriazione, annientamento e rimoz...

Nicola Zitara e la colonia chiamata Italia: il Sud visto con occhi postcoloniali

Di Mario Garofalo  Ci sono libri che, quando escono, non fanno rumore. O meglio: non lo fanno subito. Restano lì, come mine sotterranee, in attesa che qualcuno ci inciampi sopra e che la verità, sepolta dalla retorica dei vincitori, esploda. Il saggio di Nicola Zitara L'Unità d'Italia: nascita di una colonia è uno di questi. Pubblicato nel 1971, ignorato dai manuali, scansato dalle cattedre, liquidato con sufficienza dagli stessi intellettuali di sinistra, ha però scavato, anno dopo anno, una voragine sotto i piedi della “favola risorgimentale”. Zitara, calabrese di Siderno, nato nel 1927 e morto nel 2010, era un giornalista, un militante, un meridionalista senza padroni. Aveva capito – in anticipo su tutti – che l'Italia nacque come “colonia interna”: il Nord trasformato in metropoli, il Sud ridotto a periferia da sfruttare. La sua idea era chiara, e scandalosa per i benpensanti: l'Unità si presentò come liberazione di un popolo e si rivelò assoggettamento di u...