di Mario Garofalo C’è una strana nostalgia che ogni tanto riaffiora nei salotti buoni e nelle destre da tastiera: quella per la "bonifica", per le "città di fondazione", per quel tempo in cui l'Italia, si dice, era il granaio d'Europa. Ma se grattiamo via la vernice dell’Istituto Luce, quello che resta sotto è il solito, vecchio schema: il Mezzogiorno usato come una colonia interna, sacrificato sull'altare di un’autarchia che serviva a riempire le pance del Nord e le tasche dei latifondisti. Il ritorno al latifondo (con la benedizione del regime) La "Battaglia del Grano" non fu un’operazione economica, fu un’operazione di polizia sociale. Prima del fascismo, il Sud stava faticosamente cercando una via verso le colture specializzate: agrumi, vite, mandorli. Roba che richiedeva intelligenza, mercati aperti, innovazione. Il regime disse: "No. Dovete fare grano". Perché? Semplice. Il grano è la coltura del latifondo estensivo . Non serve...
Controsud è uno spazio di ricerca critica che interpreta la storia dal punto di vista del Sud e delle classi subalterne, dal pre-Risorgimento all’Unità d’Italia. Pur senza rinnegare l’ideale unitario, evidenzia fratture, rapporti di forza ed egemonie tuttora presenti. Curato dallo storico Mario Garofalo, intreccia passato e presente per leggere la questione meridionale in chiave politica e comprenderne il ruolo nell’Italia contemporanea