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Il vento antico di Licusati: storia di un’autonomia negata

Nel Sud le storie non scorrono mai dritte: si attorcigliano, si fermano, riprendono fiato e poi tornano a farsi sentire, come un vento antico che non smette di passare tra le case e le coscienze. Ci sono vicende che sembrano piccole, quasi invisibili, eppure custodiscono un significato più grande di quanto appaia, perché parlano di comunità, di identità, di appartenenza negata e mai del tutto dimenticata.

ControSud si muove dentro questa materia viva e irregolare, lontano dalle semplificazioni e dalle narrazioni comode. Qui il racconto è tutt’altro che neutro: è radicato, partecipe, spesso inquieto. È il tentativo di restituire dignità a quelle storie che la storia ufficiale ha ridotto a margine, e che continuano a vivere nella memoria collettiva, nelle parole tramandate, nei silenzi ostinati.

La vicenda di Licusati si inserisce proprio in questo solco. Un piccolo centro che perde la propria autonomia per decreto e che, finita la stagione della dittatura, prova a riappropriarsi della propria esistenza amministrativa e simbolica. È una questione burocratica solo in apparenza: segna una comunità che fatica a riconoscersi in una decisione calata dall’alto e che cerca, con gli strumenti che ha, di farsi ascoltare.

Questa voce arriva fino al Parlamento, portata da Giorgio Amendola, interlocutore attento e figura centrale della nuova Italia repubblicana, e si scontra con le ragioni dello Stato, rappresentato dal Ministro dell’Interno Mario Scelba. È qui che la dimensione locale incontra quella nazionale, mostrando tutte le contraddizioni di un Paese che prova a ricostruirsi senza riuscire sempre a ricucire le sue fratture più profonde.

A ricostruire con chiarezza e rigore questa storia è Innocenzo Bottone, che ci accompagna dentro una pagina poco conosciuta ma significativa, dove una comunità chiede semplicemente di esistere.

Segui l'articolo.

LICUSATI E IL PARLAMENTO ITALIANO

di Innocenzo Bottone

Con Regio Decreto del 10 agosto 1928, n.2045, recante titolo "Riunione dei comuni di Camerota e Licusati in un unico Comune con denominazione e capoluogo Camerota», (1) il comune di Licusati, in quanto ente autonomo, cessa definitivamente di esistere. L'unione forzata sembra non essere pienamente digerita tant'è che finita la seconda guerra mondiale si riattivano diversi locali che puntano al ripristino del precedente comune di Licusati.

Questa volontà popolare non si ferma in ambito comunale ma raggiunge, nel 1949, anche il parlamento italiano. A porre l'interrogatorio all'ora Ministro dell'Interno On. Mario Scelba, successore al Ministro ad interim On. Alcide De Gasperi, è il deputato On. Giorgio Amendola, partigiano e antifascista, che ha fatto parte della Commissione dei 75, incaricata di redigere il progetto di Costituzione. (2)

Ecco nel seguito l'interrogatorio proposto:

"AMENDOLA GIORGIO. - Al Ministro

dell'interno. (3) - Per conoscere le ragioni per le quali a oltre cinque anni dalla liberazione non è stata ancora restituita a comune autonomo la frazione Licusati del comune di Camerota, in provincia di Salerno, la quale dal fascismo ebbe soppressa la propria autonomia comunale.

<<L'interrogante fa presente che la popolazione di Licusati attende unanime da parte del Ministero dell'interno un atto di doverosa giustizia riparatrice mediante appunto la sollecitazione definizione della pratica iniziata ormai da quattro anni per il ripristino del proprio comune>>.

RISPOSTA. - <<Alla domanda di ricostituzione in comune autonomo della frazione di Licusati non si è potuto dare ulteriore corso in quanto, oltre all'insufficienza dei mezzi finanziari del ricostituendo ente, la predetta frazione non raggiunge la popolazione di 3000 abitanti, limite minimo richiesto dall'articolo 33 del testo unico della legge comunale e provinciale, approvato con il regio decreto 3 marzo 1934, n. 383/A>>.

Il Ministro SCELBA"

L'interrogatorio, quindi, non produce l'effetto desiderato, tuttavia la volontà di ottenere la ricostituzione del Comune di Licusati non si spegnerà mai del tutto, l'argomento verrà affrontato nuovamente nel Consiglio Comunale del 5 dicembre 1953 tuttavia anche questa volta la comunità di Licusati non otterrà nulla, la mozione verrà infatti bocciata. Per chi vuole approfondire quest'ultimo argomento vi segnala l'interessante articolo di Orazio Ruocco, dal titolo "Camerota, due casi irrisolti", pubblicato qualche anno fa sul Giornale del Cilento. (4)

Al di là della irrisolta questione circa la ricostituzione del comune di Licusati, che ogni tanto sembra ritornare di moda, è interessante notare come una microstoria locale possa incunearsi nella macrostoria nazionale, arrivando ad essere sostenuta da un grande uomo politico, partigiano e antifascista, che ha fatto la storia della Nazione offrendo un contributo reale che si è sostanziato, niente di meno, che nella Costituzione della Repubblica italiana.

(1) Gazzetta Ufficiale n.221 del 22 settembre 1928 - anno VI

(2) Giorgio Amendola

(3) "Risposte scritte ad interrogazioni" - Allegato alla CLXXV seduta del 9 febbraio 1949

(4) Orazio Ruocco, "Camerota, due casi irrisolt

i" pubblicato sul Giornale del Cilento

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