Pozzilli chiama, Venafro risponde. Domenica 24 maggio, nella Chiesa di San Lorenzo Martire a Santa Maria Oliveto, andrà in scena qualcosa che somiglia a un riscatto: il nome di Teodoro Salzillo torna a farsi sentire, due secoli dopo la nascita. Un intellettuale e patriota di periferia, direbbero in molti. Proprio nelle periferie si sente meglio il battito della storia quando la grande narrazione alza il volume per coprire le voci minori. Salzillo, 1826–1904, attraversa l’ultimo brivido del Regno delle Due Sicilie e i primi soprassalti dello Stato unitario. Il suo è un Mezzogiorno costretto in un passaggio stretto: tra fedeltà, speranze, scomuniche, plebi, briganti veri e presunti, idee che entrano in chiesa e ne escono ferite. È lì che si formano le coscienze: nelle stanze basse e nelle sagrestie dove la politica parla piano, perché fuori c’è chi urla e chi spara. In quel gorgo Salzillo vive, scrive, si espone. Evita di diventare un monumento: resta un uomo. Forse per questo c...
Controsud è uno spazio di ricerca critica che interpreta la storia dal punto di vista del Sud e delle classi subalterne, dal pre-Risorgimento all’Unità d’Italia. Pur senza rinnegare l’ideale unitario, evidenzia fratture, rapporti di forza ed egemonie tuttora presenti. Curato dallo storico Mario Garofalo, intreccia passato e presente per leggere la questione meridionale in chiave politica e comprenderne il ruolo nell’Italia contemporanea