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Niscemi come simbolo del Sud dimenticato: PNRR inesistente, dissesto idrogeologico e razzismo di Stato


Di Natale Cucccursse 
Presidente del Partito del Sud 

Niscemi, come in una tempesta perfetta, si sono sommati più fattori, paradigmatici della situazione orwelliana che stiamo vivendo in Italia, alla base della tragedia in corso. 

Il primo fattore, come sto scrivendo ormai da anni a proposito della “truffa del PNRR”, è che in Italia, dal 2001 al 2021, i dipendenti comunali grazie alla spending review sono diminuiti da 450.000 a 320.000, un calo avvenuto, grazie alla propaganda leghista, in larga parte nel Mezzogiorno dove i comuni non hanno più personale per servizi essenziali e mancano i tecnici per il PNRR. 

Quindi in molti Comuni, puoi stanziare o proporre bandi di milioni o anche di miliardi di euro come si favoleggia in queste ore, ma se non si hanno i tecnici per seguire l'iter dei bandi i soldi restano solo sulla carta.

La situazione è stata parzialmente corretta per i piccoli comuni rivolgendosi a professionisti esterni (tecnici privati), ma non basta.

Infatti da dati Eurispes le narrazioni sulla Sicilia "sprecona" per l'alto numero di dipendenti pubblici sono infondate. Lo studio evidenzia che la Sicilia non ha un eccesso di dipendenti pubblici pro capite rispetto alla media nazionale, ma gestisce competenze statali che gravano sul bilancio regionale, posizionandosi come terza regione per risorse ricevute.

Il governo Meloni, sarebbe potuto intervenire in aiuto dei Comuni, come più volte richiesto, grazie ai poteri sostitutivi previsti in Costituzione, ma non lo ha fatto, un po' per il solito pressappochismo tipico di questo governo, ma anche perché non c'è niente di più utile in Italia, soprattutto in questo governo di “prima il Nord”, che alimentare il Razzismo di Stato ai danni dei cittadini del Sud, al fine di tenerli ben sottomessi. Così che restano la pietra di paragone negativa della nazione a cui addebitare, alla bisogna, ogni responsabilità, ogni nefandezza. Un vero e proprio lavacro per la coscienza nazionale.

Il secondo fattore è di natura prettamente ambientale poiché a Niscemi c'è la grande base statunitense del Muos, che si trova nella riserva naturale della sughereta di Niscemi. 

La costruzione dell'impianto ha sottratto ai boschi una superficie di poco superiore a un milione di metri quadrati (un quadrato con il lato di un chilometro, per intendersi), perciò fin dal rilascio delle autorizzazioni nel 2006 si sono succedute proteste per l'impatto ambientale della struttura. Non si tratta di emissioni o versamenti di sostanze pericolose, ma riguarda l'azione di diboscamento che l'operazione ha comportato.

Oggi il territorio sta pagando anche questo disboscamento selvaggio, dove i cittadini non hanno colpe, ma in televisione il ministro (in)competente, leghisti, protoleghisti e giornalisti a tassametro gettano tutta la colpa della situazione sugli incolpevoli cittadini.

Per finire bisogna evidenziare che la frana che ha colpito Niscemi, NON è un caso isolato: l'Italia è un Paese fragile e molto esposto ai rischi idrogeologici. Ovviamente politici e media di regime si guardano bene dall'evidenziare questi dati. È più semplice crocifiggere i soliti meridionali…

Secondo gli ultimi dati ISPRA, il 94,5% dei Comuni italiani è un rischio per frane, alluvioni, valanghe o erosione costiera e 1 milione e 280 mila abitanti vivono in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata.

Il dissesto del territorio NON è quindi un problema di Niscemi e delle Regioni del Sud, il problema è presente in tutta Italia, bisognerebbe chiedersi perché l territori ei controlli di rischio idrogeologico, a Sud come a Nord, sono stati a dir poco trascurati e non affidarsi ai soliti pregiudizi in base ai quali troppo spesso non spunta la solidarietà, ma il giudizio o meglio il pregiudizio.

“Se la sono cercata”, “l'abusivismo”, “al Sud sanno solo piangere e non fanno nulla”. Questo riflesso scatta però quasi sempre quando la calamità colpisce il sud.

Quando colpisce a diverse latitudini, si abbassano i toni, si parla di tragedia, non di colpa, si parla sempre di cittadini che si rimboccano le maniche da soli, si chiede giustamente solidarietà e ricostruzione immediata.

Al Sud invece si usa ogni disastro per colpire e non per capire, per offendere e non per portare solidarietà. Come se al Sud le vittime dovessero prima giustificarsi, genuflettersi e umiliarsi prima di meritare aiuto. 

Infine bisognerebbe capire perché da tempo l'attuale Governo continua senza posa, così come l'Unione Europea, a stanziare risorse quasi esclusivamente per il riarmo e non per il dissesto idrogeologico, così come per la Sanità, la Scuola, le pensioni, il welfare in generale, cioè per i bisogni reali dei cittadini esposti dall'insensatezza dei governanti ad ogni genere di rischio.

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