di Mario Garofalo
Oggi a Taranto, tra le mura dell’Università della Libera Età, si svolgerà una lezione speciale di Antropologia filosofica: Incantesimo Meridionale – La magia del Sud in Ernesto de Martino. L’incontro esplora il sapere popolare come forma di resistenza e il ruolo centrale delle donne nella trasmissione della cultura.
La magia, nelle sue espressioni più autentiche, appare come strumento attraverso cui chi vive oppressione affronta caos e miseria. La fattucchiera lucana, la maga-majara, emerge come soggetto di riscatto: dove la storia impone disordine, essa ricuce la trama della vita, ristabilisce equilibrio e restituisce presenza.
Il sapere rituale si trasmette attraverso le mani delle donne. Legami affettivi, capelli “infetti” dal malocchio, abitini protettivi cuciti a mano: ogni gesto rituale protegge l’individuo e afferma diritto di esistere. La magia diventa cultura subalterna, tecnica di sopravvivenza e capacità di trasformare crisi in riscatto. La strega della Strix, distruttiva per natura, evolve nella Fata-Fattucchiera, mediatrice e custode dell’ordine sociale e interiore.
Il rapporto tra magia e scienza rivela continuità tra sapere popolare e conoscenza moderna. La scienza eredita dalla magia l’intenzionalità di controllo del mondo, corregge limiti operativi e conferma l’importanza della cultura popolare come tecnica per affrontare il negativo quotidiano. Ciò che sembra superstizione rivela strategia antica per riaffermare presenza individuale nella storia e rigenerare sé stessi.
Dettagli dell’evento di oggi:
Quando: Lunedì 23 febbraio 2026 – 16:30-17:30
Dove: P.zza Nunzio Sulprizio, Taranto
Tema: Incantesimo Meridionale – La magia del Sud in Ernesto de Martino
Relatori principali:
D.ssa Viviana Tortorici – La metamorfosi della soggettività femminile
Prof. Ferdinando Dubla – Il paradosso della contraddizione magia/scienza in Ernesto de Martino
La lezione offrirà chiara visione del ruolo femminile nella trasmissione del sapere magico e della cultura come strumento di resistenza. Osservando la Lucania di De Martino, le mani che cucivano abitini e i capelli manipolati per sciogliere malefici, si comprende come magia significhi cultura, saggezza popolare e capacità di rigenerare sé stessi, mantenendo viva presenza e identità nel mondo.

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