Di Mario Garofalo Nel cuore settentrionale della penisola, dove la retorica nazionale celebrava prosperità e ordine, la realtà della Lombardia agricola mostrava una condizione molto distante da quella narrazione. Tra la fine del 1884 ei primi mesi del 1885, il Polesine e il Mantovano apparivano come un Sud interno: una terra fertile attraversata da miseria, malaria, salari compressi, lavoro stagionale e assenza di tutele. Le promesse dell'Italia unita si sgretolavano nei campi, dove migliaia di braccianti vivevano vite scandite dalla precarietà e da una dipendenza totale dai proprietari. In questo contesto si esplode un grido destinato a diventare simbolo: "La boje! De boto la va for a!". Un'espressione immediata, capace di condensare una diagnosi collettiva. La sofferenza aveva raggiunto l'ebollizione, la pazienza lasciava spazio alla forza politica. L'Italia liberale aveva unificato mercati, riorganizzato il capitale agrario, consolidato strutture amminis...
Controsud è uno spazio di ricerca critica che interpreta la storia dal punto di vista del Sud e delle classi subalterne, dal pre-Risorgimento all’Unità d’Italia. Pur senza rinnegare l’ideale unitario, evidenzia fratture, rapporti di forza ed egemonie tuttora presenti. Curato dallo storico Mario Garofalo, intreccia passato e presente per leggere la questione meridionale in chiave politica e comprenderne il ruolo nell’Italia contemporanea